CONCREZIONI DAL NUOVO MILLENNIO | Niccolò Morgan Gandolfi | 05|04-05|05|19
OPENING: 5 aprile ore 18

Niccolò Morgan Gandolfi rivolge la sua ricerca al rione Bolognina, all’area specifica in cui sorge il Museo. Si tratta di una zona in rapida trasformazione, sede di rinnovata vitalità culturale e intensa frequentazione cittadina. Si ha la sensazione di trovarsi alle porte della città, mentre fino ad un decennio fa era indubbiamente periferia. Gli scavi delle fondamenta dei nuovi edifici hanno portato alla luce il passato facendo emergere tracce di ogni era, dall’Età del rame al periodo Romano. Oggi, percorrendo con lo sguardo i dintorni del Museo, abbiamo la percezione di essere testimoni diretti di un’era di passaggio, che potremmo chiamare “anno zero”. Risulta evidente la momentanea assenza di identità che caratterizza la nascita di un quartiere, in uno stadio in cui il terreno è stato livellato dal tempo e dalle ruspe offrendo ampi orizzonti alla vista. Molte tracce lasciano presagire un futuro prorompente, tra grandi distese di terra, depositi di materiali edili, macerie e vecchi alberi che attendono di essere reinseriti in un nuovo contesto. In questo scenario instabile, ogni oggetto assume significati diversi e contraddittori: il nuovo è disabitato, il vecchio è stato dislocato e l’antico sepolto.

Da queste osservazioni nasce lo stimolo della ricerca di Gandolfi che realizza per la mostra un lavoro site-specific. Le opere diventano la sintesi di un’esperienza complessa che apre riflessioni sul luogo ed entra inevitabilmente in relazione con esso. L’allestimento ricorda l’esposizione in un museo archeologico, espediente espositivo che segue un percorso “didattico” e traccia una linea temporale per una riflessione sul presente. Il titolo, Concrezioni dal nuovo millennio, fa riferimento alle opere presenti in mostra, in cui Gandolfi si serve di diverse tecniche, dalla fotografia alla scultura, per creare una installazione che interagisce con lo spazio circostante. Le fotografie testimoniano le fasi di edificazione del quartiere, dai macchinari impegnati nei cantieri, alle immagini dal taglio documentaristico.

La parola concrezione suggerisce l’idea di una materia che si deposita con un ritmo di crescita lento ma inesorabile, è questa la suggestione comune ai lavori scultorei presenti in mostra. I soggetti delle sculture racchiuse nelle teche, ottenuti mediante calco, rimandano alle infrastrutture considerate beni essenziali per erigere una comunità nel nostro tempo. Queste opere divengono dei veri e propri reperti archeologici in cui il passato e il futuro si fondono, intaccati dall’inevitabile patina che il tempo lascia.

Orari: martedì, giovedì, sabato dalle 15 alle 19 o su appuntamento
L’ingresso è gratuito.