IL MISTERO DELLA VOLONTÀ
Marcello Tedesco
Summer project

luglio 2019

L’indagine sul museo come forma di scultura sociale prosegue anche nelle settimane di chiusura al pubblico. Un’imponente scultura di Marcello Tedesco affronta uno dei tre fondamenti di mtn | museo temporaneo navile: la volontà.

Fin dalla sua fondazione mtn | museo temporaneo navile è stato concepito come fosse una scultura, naturalmente non in senso tradizionale, ma come una forza plastica capace di gettare le basi per un’indagine senza pregiudizi sull’essere umano.
Questa nuova concezione scultorea è stata inaugurata negli anni ‘70 dall’artista Joseph Bueys. Egli parlava a tal proposito di una scultura sociale (Soziale Plastik), dove l’espressione creativa veniva inserita nel processo evolutivo dell’intera società, mettendo al centro l’essere umano e la sua libertà di determinarsi come individuo.
Se la scultura tradizionalmente intesa è un’arte dello spazio, la scultura sociale è indubbiamente un’arte legata al tempo, alla capacità dell’uomo di plasmare significativamente se stesso e la realtà nella quale è inserito, scolpendo dinamicamente una delle forme del tempo: la storia.
Se l’attuale civiltà si contraddistingue sostanzialmente per un approccio scientifico/razionalista all’essere umano, la direzione che mtn desidera praticare è quella di unire l’indagine scientifica a una dimensione radicalmente creativa in grado di incontrare l’interiorità dell’essere umano, favorendo in esso nuove consapevolezze.
Nel 1917 Rudolf Steiner parla in una conferenza a Zurigo di una delle tre forze che costituiscono l’essere umano: la volontà. Egli individua la sede di questa, non nel cervello come normalmente viene ritenuto, bensì nella zona addominale, dove hanno luogo i processi metabolici. Così come questi avvengono in modo “inconscio” nell’organismo fisico anche i processi legati alla volontà rimangano attualmente in una zona oscura, che non perviene a coscienza nell’essere umano. Ciò è dovuto a una concezione esclusivamente intellettualistica dell’uomo, la volontà gioca di fatto un ruolo minimo in tutto ciò che afferriamo con la ragione. Le tre forze “scultoree” capaci di muovere e ridestare i processi legati alla volontà sono: immaginazione, ispirazione, intuizione.
In quest’ottica capiamo quale importanza abbia oggi, per tutta la collettività, una visione realmente creativa della vita.
Un ultimo aspetto, a nostro avviso importante, visto il gran parlare dei mutamenti climatici è che, sempre secondo l’indagine condotta da Steiner, il corso della natura è in stretta relazione con il concorso delle volontà umane nel loro insieme, ovvero l’interiorità dell’uomo determina il corso della natura.
Appare evidente come la volontà dovrà essere sempre di più una forza legata a processi vitali e costruttivi, diversamente da come appare essere oggi.
Questa imponente scultura di Marcello Tedesco è espressione di una corrente di pensiero profondamente occidentale, che agisce in noi in modo immaginativo, intuitivo e ispirativo, favorendo lo sviluppo di una nuova conoscenza dell’essere umano come forza attiva dell’organismo sociale.

Il mistero della volontà, 2019, gesso e inerti, 300 x 50 x 80 cm.

 

LA NUCA È UN MISTERO PER L’OCCHIO
Videoinchiesta d’artista di 7-8 chili.
Una produzione perAspera – associazione culturale alberTStanley

17 maggio 2019, dalle ore 19 all’alba

Videoinchiesta d’artista di 7-8 chili.
Una produzione perAspera – associazione culturale alberTStanley
 
Una video-inchiesta nel Mercato Albani. Una sola domanda: “Cos’è, per te, il limite?”.
Un’occasione per aprire discussioni e squarci di ricerca che coinvolgono ognuno di noi a partire da un’area – la Bolognina – oggi soggetto e oggetto di un processo di riqualificazione che apre interrogativi e ferite.
Prendendo in prestito la citazione di Paul Valéry “La nuca è un mistero per l’occhio”, il collettivo multimediale 7-8 chili – su suggestione del festival perAspera – va per strada ad intervistare i passanti: li avvicina e li sottopone a riflessione. Scatena reazioni, cattura sguardi e gesti. Li raccoglie in un videodocumentario intriso di poesia, che rappresenta la prima tappa dell’esplorazione di perAspera tramite il linguaggio della videoarte sul Quartiere Navile, scelto come campo di indagine per la sua forza rappresentativa data dall’urgenza dei cambiamenti – endogeni ed esogeni – sui luoghi e ruoli dello stare. Dal suo essere, oggi, frontiera e confine.
 
Limite.
I Romani dissero limiti quelle pietre che segnavano i confini, le quali erano sacre e non potevano rimuoversi senza delitto, essendo sotto la speciale protezione di una divinità, pur’essa detta Limite.
 
Limite come soglia che non può essere superata – oggi ci chiediamo: fino a che punto è lecito intervenire su un territorio decidendo di modificarne le composizioni e le stratificazioni, che lo hanno naturalmente abitato negli anni?
Limite come confine ideale, personale e collettivo, che l’umanità da sempre cerca di oltrepassare
e che si riattualizza in una raccolta continua di esperienze: ogni visitatore potrà diventare partecipante, lasciando la sua esperienza ed idea di limite su fogli adesivi, raccolti sulle pareti esterne del Museo.
 
7-8 chili racchiude nella sua ricerca vari linguaggi artistici dalla performance alla video art, segnalandosi come una delle realtà più innovative del panorama italiano. Attraverso l’ironia affronta complesse tematiche attuali restituendole in modo semplice ad un pubblico ampio. Partecipa allʼ 8° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia, al Premio Equilibrio Roma 2012 per la danza contemporanea e al network Anticorpi XL. Da sempre interessato al tessuto sociale che lo circonda, il collettivo ha realizza progetti educativi, documentari e laboratori legati a tematiche sociali e nell’ambito delle politiche giovanili.
 
perAspera, piattaforma multidisciplinare che interseca gli spazi architettonici con interventi di artisti del Contemporaneo, nasce a Bologna nel 2007 nella settecentesca Villa Aldrovandi Mazzacorati.
Negli anni il progetto si amplia, fino ad includere tra i suoi obiettivi l’abitare temporaneo delle arti performative in luoghi non deputati, antichi e urbani, anche dell’Area Metropolitana.
 
Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.
Perché limite è anche quel rispetto e quella difesa delle differenze, quella protezione da ogni forma di odio e discriminazione, che non si può permettere vengano oltraggiati.
 
La proiezione sarà visibile dalle 19 sino all’alba.

L’ESPERIENZA DELL’ARTE
incontro con il curatore Gabriele Tosi

3 maggio 2019, ore 18,30

In concomitanza di ogni mostra mtn invita un critico d’arte o un curatore di alto profilo a presentare in modo informale il progetto espositivo in corso, mostrandone le ragioni e i retroscena formali e di pensiero. Un’occasione unica per avvicinarsi in modo consapevole all’arte, vivendola come qualcosa di vivo e famigliare. Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti, in particolare agli studenti d’arte e a chi è interessato ad approfondire le tematiche dell’arte contemporanea.

Promuovere progetti artistici e culturali capaci di raggiungere un ampio pubblico, favorire una maggiore consapevolezza sui temi del contemporaneo, permettere che l’arte sia sempre di più un’esperienza di tutti, creare una rete di persone qualificate per condividere finalità e progetti, sono gli obbiettivi che mtn intende realizzare nel corso delle sue attività.

Gabriele Tosi (Pistoia 1987) è curatore indipendente e gestisce il project space Localedue di Bologna. La sua ricerca si concentra sugli aspetti performativi di ogni forma d’arte. Tra  le mostre recenti, le collettive: “Chi utopia mangia le mele”, presso l’antica dogana di Verona e “The Malpighian Layer” alla galleria Car Drde Di Bologna.

L’ingresso è gratuito.

La margherita di Adele
Una narrazione musicale sul cambiamento climatico

23 febbraio 2019, ore 18

Il cambiamento climatico è un tema scientifico, internazionale e trasversale, che si affronta sempre più spesso tra addetti ai lavori, nei convegni, nelle tavole rotonde e nelle conferenze. Cerca di ritagliarsi uno spazio nelle politiche di tutti i paesi del mondo, nelle sue declinazioni della mitigazione  e dell’adattamento.

Ma cosa si sa del cambiamento climatico fuori dagli ambienti scientifici? Che percezione ha la gente delle trasformazioni del clima già in atto e di quelle che si attendono per l’intero pianeta e in modo peculiare per il nostro territorio?
Da questa volontà di condurre un vasto pubblico a una consapevolezza equidistante dal catastrofismo e dall’indifferenza, si è sviluppato il progetto La Margherita di Adele, una narrazione che racconta due storie parallele ambientate in un futuro probabile, ma politicamente evitabile.
Questa storia è ambientata nel Delta del Po intorno al 2055 e racconta le vicende di alcuni ecoterroristi, “ladri di acqua”per necessità, in un mondo in cui l’acqua ormai è razionata e posta sotto il controllo di società private.

Il format  Margherita di Adele è stato integrato all’interno del progetto europeo Life Primes finanziato dalla Comissione Europea, che ha coinvolto le protezioni civili e le Regioni di Emilia Romagna, Marche e Abruzzo, come strumento comunicativo fondamentale per toccare le coscienze e consapevolizzare le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori sulle conseguenze dei rischi dei cambiamenti climatici.

Andata in scena a Bruxelles il 15 ottobre 2018, in occasione del resoconto finale del progetto, la Margherita di Adele tornerà il 23 febbraio all’ mtn | museo temporanero navile.
Al termine della performance seguirà un confronto con il pubblico con i climatologi Carlo Cacciamani e Sergio Castellari.

La margherita di Adele è uno spettacolo prodotto
dall’associazione culturale SpostaMenti di Bologna