LA NATURA DELLE COSE | 07|06 – 28|06|19
Da un seminario sette artisti allievi del Corso di Arti Visive del prof. Luca Caccioni
Paolo Bufalini, Edoardo Ciaralli, Angela Grigolato, Jacopo Naccarato, Camilla Riscassi, Shafei Xia, Bruno Zhang.


L’atto del raccogliere e del catalogare è una pratica molto forte, un cambiamento irreversibile dell’universo.
Presso diversi popoli e culture, racconta Marco Baliani, prima di spostare un sasso occorre chiedere il permesso.
Quando incontriamo una cosa preziosa sentiamo come un’aura intorno alla cosa, una speciale presenza. Provate a scegliere una pietra in un bosco o su una spiaggia, poi la portiamo a casa le diamo un posto sullo scaffale e già questo atto, questa piccola fatica ha reso quella pietra diversa da tutte le altre”. […]
Costanza Battaglini

 

Per questa terza mostra mtn si è aperta la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, proponendo le opere di sette studenti della prestigiosa cattedra del Prof. Luca Caccioni.
Avendo già da alcuni mesi ospitato un tirocinio formativo di 220 ore di studenti di didattica dell’arte, il museo intende essere un luogo di formazione e crescita professionale per i giovani, oltre che uno spazio di proposta culturale e artistica di qualità. L’aspetto legato alla formazione degli studenti e in generale dei cittadini pensiamo sia fondamentale nella costruzione condivisa di nuovi valori, per una crescita armonica della società, ed è dunque nostra intenzione favorirla in tutti i modi possibili.
Le opere degli studenti presenti in La natura delle cose sono frutto di un seminario tenuto dal prof. Caccioni intorno al concetto di natura: ognuna di esse offre allo spettatore un punto di vista inedito su questo concetto, favorendo, anche grazie ai molti mezzi espressivi presenti, una visone complessa e sfaccettata sull’idea di natura oggi.
La mostra è inoltre inserita nell’ambito dell’Opentour 2019, dove molte gallerie e spazi hanno ospitato dal 20 giugno le mostre degli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Tutta la città di Bologna ha così vissuto questo importante momento artistico grazie alla freschezza e all’energia di giovani artisti.

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La Giuria di OpenTour 19 composta da: Lorenzo Balbi, artistic director MAMbo, Paola Giovanardi Rossi, collezionista e Simone Menegoi, direttore artistico Artefiera Bologna ha conferito il premio della critica a Xia Shafei, con “Natura”, acquerello su carta, 250×130 cm, “Per la libertà con cui reinventa la tradizione iconografica del suo paese e per la leggerezza ironica con cui esplora nel suo lavoro temi erotici e grotteschi”. Ad Angela Grigolato è giunta la menzione d’onore con “Flowing ruin”, stampa digitale su carta Hahenmuhle Fine Art Photo Rag su Dibond, 100x140cm.

 

 

 

CONCREZIONI DAL NUOVO MILLENNIO | Niccolò Morgan Gandolfi | 05|04-05|05|19

Niccolò Morgan Gandolfi rivolge la sua ricerca al rione Bolognina, all’area specifica in cui sorge il Museo. Si tratta di una zona in rapida trasformazione, sede di rinnovata vitalità culturale e intensa frequentazione cittadina. Si ha la sensazione di trovarsi alle porte della città, mentre fino ad un decennio fa era indubbiamente periferia. Gli scavi delle fondamenta dei nuovi edifici hanno portato alla luce il passato facendo emergere tracce di ogni era, dall’Età del rame al periodo Romano. Oggi, percorrendo con lo sguardo i dintorni del Museo, abbiamo la percezione di essere testimoni diretti di un’era di passaggio, che potremmo chiamare “anno zero”. Risulta evidente la momentanea assenza di identità che caratterizza la nascita di un quartiere, in uno stadio in cui il terreno è stato livellato dal tempo e dalle ruspe offrendo ampi orizzonti alla vista. Molte tracce lasciano presagire un futuro prorompente, tra grandi distese di terra, depositi di materiali edili, macerie e vecchi alberi che attendono di essere reinseriti in un nuovo contesto. In questo scenario instabile, ogni oggetto assume significati diversi e contraddittori: il nuovo è disabitato, il vecchio è stato dislocato e l’antico sepolto.

Da queste osservazioni nasce lo stimolo della ricerca di Gandolfi che realizza per la mostra un lavoro site-specific. Le opere diventano la sintesi di un’esperienza complessa che apre riflessioni sul luogo ed entra inevitabilmente in relazione con esso. L’allestimento ricorda l’esposizione in un museo archeologico, espediente espositivo che segue un percorso “didattico” e traccia una linea temporale per una riflessione sul presente. Il titolo, Concrezioni dal nuovo millennio, fa riferimento alle opere presenti in mostra, in cui Gandolfi si serve di diverse tecniche, dalla fotografia alla scultura, per creare una installazione che interagisce con lo spazio circostante. Le fotografie testimoniano le fasi di edificazione del quartiere, dai macchinari impegnati nei cantieri, alle immagini dal taglio documentaristico.

La parola concrezione suggerisce l’idea di una materia che si deposita con un ritmo di crescita lento ma inesorabile, è questa la suggestione comune ai lavori scultorei presenti in mostra. I soggetti delle sculture racchiuse nelle teche, ottenuti mediante calco, rimandano alle infrastrutture considerate beni essenziali per erigere una comunità nel nostro tempo. Queste opere divengono dei veri e propri reperti archeologici in cui il passato e il futuro si fondono, intaccati dall’inevitabile patina che il tempo lascia.

 

 

 

MATER PANIS | Silla Guerrini | 25|01-28|02|19

Mater Panis di Silla Guerrini è il primo dei cinque progetti espositivi che avranno luogo a mtn | museo temporaneo navile. Durante il 2019 le mostre che il museo presenterà esploreranno il concetto di territorialità.

Questo macro tema è stato scelto per evidenziare una delle caratteristiche che connoterà le attività del museo: promuovere un’arte capace di dialogare e confrontarsi, oltre ogni approccio ideologico, con aspetti problematici e vitali dell’essere umano e del suo ambiente. Facendo attenzione a non cadere in atteggiamenti intellettualistici, il programma di mtn incoraggia progetti che hanno la capacità non solo di comprendere le complesse sfaccettature della realtà, ma anche di aiutare, attraverso il linguaggio dell’arte, la collettività a maturare un punto di vista sulla contemporaneità più consapevole e responsabile.

Il progetto di Silla Guerrini si inserisce perfettamente in questi intenti. La sua è un arte naturalmente concreta e tuttavia fortemente spontanea, lontanissima da certe astrazioni, e proprio perciò in grado di raggiungere il sentire di un ampio pubblico. Il materiale che l’artista ha deciso di utilizzare, superando molte difficoltà tecniche, è emblematico: il pane.  

Nutrimento dell’uomo da sempre, il pane è quasi un’immagine speculare dell’essere umano, della sua storia, del suo presente. Si potrebbe dire, usando un’immagine, che quando si prende tra le mani un pezzo di pane si  prende, in realtà, l’essere umano.

Silla Guerrini crede fortemente che la territorialità, o meglio la geografia umana, si possa vedere meglio attraverso i parametri dell’archetipo. Il tema centrale della sua mostra sarà infatti una grande dea madre di pane. L’artista si rivolge a questa immagine universale per evidenziare che il pianeta terra e il suo destino sono il vero luogo comune a tutti gli esseri umani. Cura, nutrimento, condivisione, saranno i criteri che l’artista userà per ampliare il concetto di territorio. Inoltre l’artista ha attivato una performance collettiva invitando dodici abitanti del quartiere Navile ad individuare un luogo in esso dove sotterrare una piccola Pomona (signora dei frutti) di pane. Questa azione vuole ricordare non solo che la zona del Navile è stata recentemente oggetto di ritrovamenti archeologici importanti, ma anche l’arte può essere una forza in grado di agire realmente sulla vita degli uomini.